C’è un momento, quando stai cucinando il pollo, in cui capisci già come andrà a finire. Se la padella è “giusta”, se i profumi partono subito, se quella prima rosolatura canta, allora sai che non ti ritroverai con una carne triste e asciutta. Il punto è proprio lì, in quel dettaglio che sembra banale e invece cambia tutto: una sola padella, usata con furbizia.
Il vero “segreto”: non buttare via il sapore
Quello che spesso trattiamo come un semplice fondo di cottura è in realtà un concentrato di aromi, grassi buoni, umidità e sostanza. È il motivo per cui certe ricette hanno quel gusto “di casa” impossibile da replicare a caso.
Il trucco attribuito a Benedetta Rossi è semplice, quasi disarmante: rosoli il pollo, lo metti da parte, e nello stesso tegame fai cuocere le patate facendole bere i succhi della carne. Poi unisci tutto per l’ultimo abbraccio di sapore. Risultato: pollo succoso, patate cremose, zero sprechi.
Pollo e patate in padella (4 persone)
Ingredienti
- 1,2 kg di pollo a pezzi (cosce, sovracosce o misto)
- 1,2 kg di patate (a pezzi medi)
- 100-200 ml di vino bianco
- 2-4 spicchi d’aglio
- rosmarino fresco q.b. (rametti e spezzettato)
- olio extravergine d’oliva q.b.
- sale q.b. (facoltativi: cipolla o origano)
Metodo
- Scalda una padella ampia con un generoso giro di olio extravergine d’oliva. Aggiungi aglio (anche intero con buccia), rosmarino e un pizzico di sale. Metti il pollo e fallo rosolare a fuoco medio-alto per circa 10 minuti, girandolo bene. Qui vuoi la crosticina, quella doratura che poi “regala” sapore a tutto il resto.
- Sfuma con il vino bianco e lascialo evaporare. Poi abbassa il fuoco, copri e cuoci circa 30 minuti, mescolando ogni tanto. Se vedi che asciuga troppo, puoi aggiungere pochissima acqua, ma senza allagare.
- Togli il pollo e tienilo da parte. Nella stessa padella, con i fondi rimasti, aggiungi le patate a pezzi, rosmarino spezzettato, aglio (se vuoi anche tritato) e sale. Copri e cuoci 15 minuti. Se serve, giusto un goccio d’acqua per non far attaccare.
- Rimetti il pollo in padella, mescola con delicatezza e fai andare a fuoco basso per 3-4 minuti: è la fase in cui i sapori si “incastrano”.
- Servi subito, caldo, con le patate che sembrano quasi fare una cremina naturale, perché si sono cotte nei succhi della carne.
Perché funziona (davvero)
Qui non è magia, è tecnica domestica fatta bene. Rosolare significa avviare quella reazione che crea profumi e sapore, la famosa Maillard, e quel sapore resta “stampato” sulla padella. Quando poi ci metti le patate, loro fanno una cosa meravigliosa: assorbono, sciolgono, arrotondano.
In pratica ottieni:
- carne più morbida, perché non la costringi a cuocere troppo a lungo insieme alle patate
- patate più saporite, perché non partono in acqua o in grasso “neutro”
- una cottura più pulita e furba, con una sola padella da lavare
Piccoli accorgimenti che fanno la differenza
- Taglia le patate tutte simili: così cuociono insieme e non ti ritrovi con pezzi crudi e pezzi sfatti.
- Non avere fretta nella rosolatura: quei 10 minuti iniziali sono il cuore del piatto.
- Alla fine, fuoco basso: vuoi insaporire, non bruciare.
Variante veloce: petto di pollo con olive e capperi
Quando vuoi qualcosa di più leggero ma con carattere, il petto in padella può sorprendere.
Idea base: infarini leggermente il petto, lo rosoli con burro, sfumi con vino, poi aggiungi olive e capperi tritati (ben dissalati), profumi con scorza di limone e fai addensare il sughetto coprendo per pochi minuti. Se hai tempo, una marinatura di 30 minuti con olio, limone e timo o rosmarino lo rende ancora più tenero.
Alla fine, la verità è questa: non è solo “pollo e patate”. È il modo in cui li fai incontrare. E quando succede nella stessa padella, te ne accorgi al primo boccone.




