C’è un gesto che tanti di noi fanno quasi in automatico, come una “regola della nonna”: mettere i cocci di terracotta sul fondo del vaso, convinti che sia il segreto per radici sane e piante più forti. Anch’io l’ho fatto per anni. Poi, osservando come si comporta davvero l’acqua nel terriccio (e come reagiscono le radici), ho capito che quel fondo “drenante” spesso è proprio l’opposto di ciò che immaginiamo.
Perché i cocci sul fondo non aiutano (e a volte peggiorano)
L’idea tradizionale è semplice: i cocci coprono il foro, tengono dentro il terriccio e creano un’area più ariosa. Il problema è che, nella pratica, si innescano tre effetti poco intuitivi:
- Rubano spazio utile: uno strato di 3-5 cm di cocci, ghiaia o argilla espansa è volume sottratto al substrato. Meno terriccio significa meno zona “nutriente” e meno spazio per l’espansione delle radici.
- Creano una discontinuità nel drenaggio: terriccio fine sopra, materiale grossolano sotto. L’acqua non scende come in un imbuto, si ferma prima, formando una zona più bagnata nel punto di contatto. Risultato, più probabilità di ristagno proprio dove le radici si concentrano.
- Favoriscono asfissia e marciumi in certe condizioni: con terricci pesanti, ambienti umidi o annaffiature abbondanti, quella “zona bagnata” può diventare una trappola. Le radici, invece di respirare, rischiano asfissia radicale e calo dell’assorbimento.
Il dettaglio più sorprendente è questo: le radici non “riempiono” sempre il vaso in modo uniforme. Tendono a colonizzare dove trovano il giusto equilibrio tra umidità e aria. Se in basso c’è uno strato che trattiene acqua in modo irregolare, possono concentrarsi lì, proprio nella zona più critica.
Il trucco corretto: drenaggio uniforme, non a strati
La soluzione funziona perché è semplice: invece di costruire un “piano drenante” separato, crei un substrato omogeneo, cioè un terriccio che drena e respira in ogni sua parte. È qui che le radici si sviluppano meglio, senza zone troppo secche o troppo fradice.
Ecco le mosse che cambiano davvero le cose:
- Fori di drenaggio al primo posto: sembra banale, ma è il punto chiave. Il vaso deve scaricare acqua senza ostacoli.
- Copri il foro, non il fondo: se temi che il terriccio scappi via, usa un singolo coccio messo “a ponte” (a U capovolta), così il foro resta libero e il terriccio non lo tappa.
- Mescola materiali porosi nel terriccio: perlite, pomice o anche un po’ di argilla espansa (ma dentro il mix, non sotto) danno aerazione e drenaggio in modo continuo.
In pratica, stai imitando ciò che in natura succede in un suolo sano: una struttura con pori piccoli e grandi ben distribuiti, non un “muro” tra due strati diversi, un concetto legato alla capillarità.
Un mix che fa felici le radici (senza complicarti la vita)
Non serve diventare chimici del terriccio. Basta puntare su un mix equilibrato che trattenga umidità senza soffocare.
- Base: terriccio di qualità (o torba/fibra di cocco, in proporzione)
- Correzione: perlite o pomice per aumentare porosità
- Extra utile: una pacciamatura superficiale leggera (corteccia o argilla) per proteggere le radici dagli sbalzi e ridurre l’evaporazione
Materiali alternativi: cosa scegliere davvero
| Materiale | Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|---|
| Pomice | Ottima aerazione, non si compatta, dura a lungo | Può costare di più, non sempre facile da trovare |
| Perlite | Leggera, migliora la porosità del mix | Può affiorare in superficie dopo le annaffiature |
| Corteccia di pino | Perfetta per mix ariosi (orchidee, epifite), leggera | Si degrada nel tempo, va rinnovata |
E se il vaso non ha fori?
Qui sì, uno strato drenante “di emergenza” può aiutare, ma resta un compromesso. La scelta migliore è perforare il contenitore (se possibile) o usare un vaso interno forato dentro un coprivaso. È uno di quei piccoli cambiamenti che salvano molte piante.
L’ultimo dettaglio che fa la differenza: scegli il vaso giusto
Non tutti i vasi sono uguali per tutte le piante:
- vasi alti e stretti per radici profonde,
- vasi larghi per apparati radicali più superficiali.
E la terracotta? In ambienti freddi o per chi tende ad annaffiare troppo, può essere un’alleata perché favorisce una traspirazione naturale. Ma anche lì, il vero segreto resta sempre lo stesso: un substrato ben arioso, senza strati separati.
Se vuoi radici che crescono davvero, non “appoggiare” la soluzione sul fondo. Costruiscila nel terriccio, centimetro dopo centimetro. Debuggare questo vecchio mito spesso è il primo passo per vedere foglie più vigorose, crescita più rapida e piante che, finalmente, sembrano a casa.




