Ti è mai capitato di rovistare in un vecchio cassetto, magari tra bottoni spaiati e chiavi senza serratura, e di sentire quel tintinnio metallico che ti riporta indietro di decenni? A molti succede con le 10 lire “con la spiga”, una monetina leggera, familiare, eppure capace di nascondere sorprese concrete, soprattutto se finisce nelle mani giuste.
Perché questa moneta attira così tanto
Le 10 lire con la spiga sono tra le più amate nella numismatica italiana perché uniscono tre ingredienti che fanno brillare gli occhi ai collezionisti: una lunga serie di coniazione, alcune annate davvero rare, e una manciata di varianti che cambiano completamente le quotazioni.
Il punto è semplice, il valore non è “quanto vale una 10 lire” in generale, ma quale 10 lire hai e in che stato si trova.
Valori indicativi per anno (le cifre che contano davvero)
Se hai una 10 lire spiga comune, spesso il valore resta contenuto. Però già qui c’è una prima distinzione che conviene fare con calma, anno per anno.
Ecco una sintesi pratica (valori medi indicativi, che possono oscillare in base al mercato e al grado reale):
| Anno/Periodo | Tipologia | Valore indicativo |
|---|---|---|
| 1969-1990 + 1991 “corretto” | comuni | circa 2 euro |
| 1992-1999 | comuni | circa 4 euro |
| 1966 | leggermente più ricercata | circa 8 euro |
| 1967 | leggermente più ricercata | circa 7 euro |
| 1968 | leggermente più ricercata | circa 5 euro |
| 1954 | rara, soprattutto in alta conservazione | 25-40 euro (buona-ottima), 80-90 euro (FDC) |
| 1955 | rarissima | fino a 150 euro (SPL), oltre 900 euro (FDC) |
Qui vale la pena fermarsi un secondo: le annate 1954 e, soprattutto, 1955 sono quelle che “ribaltano il tavolo”. Se ne trovi una, non è più una curiosità nostalgica, è un oggetto con un mercato reale.
Le varianti che fanno salire le quotazioni
Oltre all’anno, esistono dettagli minuscoli che a occhio distratto sembrano niente. E invece sono tutto.
Le “spighe lunghe” (1996-1998)
Ci sono esemplari noti come spighe lunghe, una variante ricercata delle annate 1996, 1997 e 1998. Se in Fior di Conio (FDC), cioè praticamente perfetta, la quotazione può salire in modo netto:
- 1996 spighe lunghe: circa 15 euro (FDC)
- 1997 spighe lunghe: circa 20 euro (FDC)
- 1998 spighe lunghe: circa 15 euro (FDC)
La differenza rispetto ai 2 o 4 euro delle versioni comuni è evidente, e spesso è proprio qui che si nasconde “il colpo di fortuna” nelle monete più recenti.
L’errore di conio del 1991 (verso capovolto)
Poi c’è una storia che sembra quasi una leggenda da mercatino, ma è un caso reale: alcune 10 lire del 1991 presentano un errore di conio con il verso (il lato con l’aratro) capovolto rispetto al dritto.
In quel caso, la forbice di valore si allarga parecchio:
- indicativamente 50-200 euro
- con scambi che possono arrivare intorno a 150 euro, a seconda della richiesta e della conservazione
Se ti viene voglia di controllare, fallo con una regola semplice: confronta l’orientamento dei due lati ruotando la moneta verticalmente. Se “non torna”, potrebbe essere uno di quei pezzi anomali.
Conservazione: la differenza tra “ce l’ho” e “vale”
Lo stato di conservazione è spesso il vero giudice. In modo molto pratico:
- Fior di Conio (FDC): nessun segno di circolazione, dettagli nitidi, superficie pulita, è la fascia più pagata.
- Splendido (SPL): lievi segni, ma moneta ancora “bella” e definita, valore inferiore rispetto a FDC.
- Circolata: graffi, botte, rilievi consumati, valore che scende molto.
Una 1954 splendida può valere parecchio, ma la stessa annata consumata e opaca perde gran parte dell’interesse.
Attenzione a riproduzioni e falsi d’epoca
Un capitolo delicato riguarda i falsi d’epoca, segnalati soprattutto per pezzi del 1952 e dei primi anni ’50. In genere si riconoscono perché il metallo risulta più tenero, a volte persino facile da piegare, e perché i dettagli appaiono “molli”, meno incisi.
Inoltre, monete danneggiate, limate, pulite in modo aggressivo o chiaramente riprodotte, di fatto hanno poco o nessun valore collezionistico.
La conclusione che ti serve davvero
Se nel tuo mucchietto trovi un’annata comune dal 1969 in poi, aspettati spesso pochi euro. Se invece spunta un 1954, un 1955, una variante spighe lunghe, o l’errore del 1991 capovolto, allora sì, vale la pena fermarsi, osservare bene e valutare con criteri seri: anno, variante e soprattutto conservazione. In quel momento, quella monetina “di una volta” smette di essere solo un ricordo e diventa un piccolo oggetto da collezione con un prezzo preciso.


